Dopo Hegel

Nel 1831 Hegel morì e lasciò molti appunti, molti presi anche dai propri allievi durante le sue lezioni. Essendo
stata una morte improvvisa si pensò ad una mancanza di conclusioni. Successivamente accadde che vennero
pubblicate opere che derivavano dagli appunti delle lezioni del filosofo.
Tra i suoi alunni avvenne una scissione su come interpretare il pensiero del maestro, pensiero che in vita non
aveva chiarito definitivamente. Le due fazioni presero il nome di Destra e Sinistra hegeliane.
La discussione verse su due punti fondamentali:
• Questione religiosa: la religione viene prima della filosofia, Come interpretare questa situazione?
- Destra (vecchi hegeliani): interpretano il rapporto con il primato della religione e in particolare del
cristianesimo. La filosofia riflette sulle verità del cristianesimo quindi quello influenza il sapere
filosofico. Questa è una visione conservatrice tesa ad affermare il ruolo del cristianesimo nella società
contemporanea.
- Sinistra: la filosofia è il superamento della religione e quindi del cristianesimo. Nel mondo
contemporaneo non c'è più bisogno della religione, questa fa parte del passato (viene definita filosofia
per i bambini e per gli immaturi). Interpreta Hegel nei termini di una filosofia atea.
• Questione politica: lo stato etico è lo stato prussiano.
- Destra: intende lo stato prussiano di quel periodo. Questa è un'ottica giustificazionalistica del presente.
- Sinistra: afferma che sicuramente lo stato etico si affermerà in Germania, ma non è lo stato prussiano
attuale. La posizione di Hegel non giustificava il presente, ma il futuro.
Strauss
Hegeliano di Sinistra che si occupò prevalentemente di religione. Nel 1835 pubblicò la Vita di Gesù (tutti questi
libri omonimi dimostrano che non si possa scrivere una vera vita di Gesù) scritta in chiave hegeliana.
Qui Strauss dice che i 4 Vangeli, uno diverso dall'altro (3 simili, detti “sinottici”, 1 completamente diverso,
Giovanni) raccontano la storia di Gesù in modo profondamente diverso, ma in tutti c'è la verità concettuale che
umano e divino si siano riconciliati. I Vangeli quindi non sono la ricostruzione storica della vita del figlio di
Dio, ma sono miti, che hanno lo scopo di mandare il messaggio che la nostra esistenza, la nostra realtà storica, è
il divino, esprimendo attraverso i miti un messaggio filosofico.
Interessante è l'analisi di Strauss, non la conclusione. Egli con la sua analisi vuole dire che il Nuovo Testamento
non è mai interessato a descrivere una realtà storica. Nella conclusione invece dice che se sappiamo leggere i
Vangeli, questi danno ragione ad Hegel, cioè che la realtà in cui viviamo è divina.

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