Il governo di Mazzarino, Luigi XIV, Austria, Russia e Prussia

IL GOVERNO DI MAZZARINO

Alla morte del re Luigi XIII si ha un periodo di reggenza di sua moglie Anna d’Austria sul figlio LUIGI XIV (5 anni). A esercitare effettivamente il potere fu però il cardinale GIULIO MAZZARINO (segretario di Richelieu):

  • POLITICA INTERNA = proseguì la politica accentratrice di Richelieu con l’obiettivo di rafforzare l’assolutismo. Per questo ebbe l’opposizione di:
  • Parlamento di Parigi --> voleva il potere di discutere e approvare le decisioni del re (come in Inghilterra);
  • Nobiltà --> aveva subito una diminuzione dei privilegi e del potere.

Queste 2 forze dettero vita a 2 movimenti di opposizione:

  1. FRONDA PARLAMENTARE: il Parlamento di Parigi rivendicava il diritto di controllare le decisioni del re in materia fiscale; Mazzarino ne fece arrestare molti esponenti causando la rivolta dei parigini, che fu sedata dall’esercito regio (guidato dal principe di Condé);
  2. FRONDA DEI PRINCIPI: movimento antigovernativo guidato dallo stesso principe di Condé che costrinse la corte e Mazzarino a fuggire da Parigi; a causa dei suoi atteggiamenti, il principe perse l’appoggio della borghesia e dopo 3 anni l’esercito regio riportò l’ordine a Parigi.

Questi successi del re consolidarono la monarchia assoluta.

  • POLITICA ESTERA = Mazzarino concluse vittoriosamente la guerra contro la Spagna (grazie all’alleanza con l’Inghilterra di Cromwell); la Spagna dovette firmare la pace dei Pirenei (definitiva sconfitta Spagna).

In vista di una politica di collaborazione tra Francia e Spagna, si stabilì un matrimonio tra il futuro re di Francia Luigi XIV e la figila del re di Spagna Filippo IV Maria Teresa, a patto che il re di Francia rinunciasse a qualsiasi diritto sulla corona spagnola. Mazzarino subordinò tale rinuncia al pagamento di una grossa somma di denaro, che la Spagna non riuscì a pagare, lasciando al re di Francia il diritto di un’eventuale successione in Spagna.

Mazzarino gettò così le basi per l’egemonia della Francia in Europa; ampliò il territorio francese consegnando così al suo sovrano un regno pacifico e compatto.

 

IL REGNO DI LUIGI XIV

Alla morte di Mazzarino (1661) Luigi XIV assunse il potere. Il suo lungo regno (durato fino al 1715) fu caratterizzato di continue guerre causate alla politica espansionistica verso Olanda e Spagna (le quali trovarono supporto di altri stati europei). Queste guerre (immensi costi) permisero a Luigi XIV di ottenere un prestigio internazionale, e alla Francia di essere la prima nazione d’Europa.

In politica interna il re pose fine al “regime ministeriale” governando da solo, accentrando su di sé tutti i poteri e combattendo le spinte autonomistiche dei parlamenti locali che vennero privati di qualsiasi diritto di protesta. Anche gli Stati generali (assemblea costitutiva del regno formata dai rappresentanti dei 3 ceti/Stati: clero, nobiltà, borghesia) non vennero mai convocati.

Luigi XIV portò dunque all’estremo le politiche assolutistiche di Richelieu e Mazzarino (Ancien Régime), sostenendo l’origine divina del re (residuo feudale/medievale); eliminò ogni residua opposizione esercitando in prima persona tutti i poteri, informandosi su ogni fatto e controllando l’amministrazione dello stato nei minimi dettagli.

Per eliminare le possibili ribellioni, Luigi XIV costrinse gli aristocratici ad abbandonare le proprie terre e a risiedere nella REGGIA DI VERSAILLES (rappresentazione fisica del potere del sovrano), li colmò di regali e privilegi economici, abbassandoli però al ruolo di semplici cortigiani dipendenti in tutto e per tutto dal re, privandoli di ogni possibilità di intervento del governo dello stato.

Il re provvide inoltre ad assegnare le cariche di funzionario, intendente e amministratore a membri della borghesia (crea una burocrazia alle dirette dipendenze del sovrano). Ridusse l’importanza dei parlamenti, soffocati da una centralizzazione amministrativa e da una polizia invadente.

 

RELIGIONE, CULTURA ED ECONOMIA

  • CHIESA GALLICANA --> la politica religiosa di Luigi XIV aveva l’obiettivo di eliminare ogni possibile influenza della curia romana sulla Chiesa francese, detta gallicana (Chiesa Nazionale francese). La Chiesa gallicana esaltava l’autonomia politica del re nei confronti del papa e l’indipendenza dei vescovi nei confronti del papa (pone limiti all’autorità pontificia); i religiosi dovevano essere considerati funzionari dello stato. Al contrario della Chiesa anglicana, il re di Francia non è il capo della Chiesa gallicana.
  • CONTRO IL GIANSENISMO --> Luigi XIV si schiera contro il giansenismo= movimento spirituale che voleva ritornare al rigore morale del cristianesimo primitivo, criticando apertamente il lusso e la mondanità della Chiesa e la sua soggezione al potere regio (si oppone alla monarchia assoluta). In Francia infatti, gli esponenti del clero erano coinvolti nella vita di corte. Luigi XIV decise di intervenire contro i giansenisti con la forza; il re non riuscì a fermare la diffusione di questo movimento che finì per essere seguito anche dalla nobiltà e dall’alta borghesia trasformandosi (nel 1700) in un movimento di opposizione alla monarchia assoluta.
  • CONTRO GLI UGONOTTI --> per garantire l’unità religiosa emanò l’EDITTO DI FONTAINBLEAU (1685) con cui revocava l’editto di Nantes (Enrico IV – 1589) che garantiva agli ugonotti libertà di culto.

Attuò persecuzioni creando un clima di intolleranza che provocò l’emigrazione di circa 200.000 ugonotti in Olanda, Inghilterra e Brandeburgo. Trattandosi di famiglie borghesi molto produttive, il loro espatrio provocò un impoverimento per la Francia a favore dei Paesi che li accolsero.

  • ATTIVITÀ CULTURALE --> creò nuove ACCADEMIE, nelle quali si studiavano la letteratura, le scienze e le arti. Incoraggiò così il MECENATISMO, chiamando a corte poeti, letterati, artisti, pittori, musicisti,…
  • CENSURA --> attuò misure di controllo e di censura limitando la circolazione delle idee: sorveglianza sulle tipografie (non potevano stampare nulla senza il consenso del re). La vita culturale doveva rispondere alle esigenze e volontà del re.
  • MERCANTILISMO --> Le innovazioni di Luigi XIV furono possibili grazie allo sviluppo dell’economia francese favorita dal ministro COLBERT: maggiore esponente del mercantilismo. I mercantilisti erano convinti che la ricchezza di una nazione dipendesse dalla quantità di moneta pregiata posseduta (le esportazioni dovevano superare le importazioni). Per questo Colbert attuò una politica protezionistica con l’obiettivo di ottenere una grande riserva di metalli preziosi, ostacolando con elevati dazi doganali l’acquisto di prodotti finiti dall’estero (importazione di sole materie prime). Favorì lo sviluppo del commercio interno al fine di favorire la produzione locale, unificando il sistema dei pesi e delle misure, eliminando le barriere doganali interne, intensificando la costruzione di strade e canali, favorendo l’immigrazione di personale specializzato dai paesi vicini.

Colbert incoraggiò lo SVILUPPO INDUSTRIALE: inserì direttamente lo Stato nel processo produttivo il quale finanziò la realizzazione di nuove manifatture dando inizio all’era dell’intervento dell Stato nella vita economica.

Assunsero un ruolo centrale le MANIFATTURE REALI (manifatture di stato) alle quali venivano concessi aiuti dallo Stato fino a diventare monopolio di Stato in alcuni settori. Queste manifatture producevano soprattutto beni di lusso per nobili e ricchi borghesi (specchi, tappezzerie, arazzi). Venne proibita l’emigrazione degli artigiani esperti, si assumeva dall’estero.

Colbert formò 5 compagnie commerciali private al fine di aumentare il commercio con l’estero. Potenziò la flotta militare incrementando l’attività coloniale.

 

LE GUERRE DI LUIGI XIV

Le finanze statali sostennero la politica assolutistica di Luigi XIV e permisero la formazione di un esercito moderno alle dipendenze del re. Il Re Sole aveva bisogno di ottenere successi in campo militare (tenendo occupata la nobiltà nelle guerre, contribuendo alla stabilità interna); per questo Luigi XIV intraprese una lunga serie di guerre (costi elevati) che durarono quasi 50 anni: furono guerre di conquista che avrebbero turbato gli equilibri raggiunti con la pace di Westfalia e si conclusero con risultati inferiori rispetto alle aspettative del re.

  1. GUERRA DI DEVOLUZIONE --> contro la Spagna per il possesso dei Paesi Bassi (spagnoli); terminata a causa dell’intervento di Olanda e Inghilterra a fianco della Spagna.
  2. GUERRA D’OLANDA --> dichiarata dalla Francia per vendicarsi dell’aiuto dato dall’Olanda alla Spagna (nella guerra di Devoluzione); si concluse con la pace di Nimega: la Francia ottiene parte delle Fiandre spagnole e la Franca contea.
  3. GUERRA DELLA LEGA DI AUGUSTA --> si forma una Lega antifrancese composta da Olanda, Spagna, Svezia e Austria; la Francia pone fine al conflitto anche a causa della varie carestie e pestilenze, e deve restituire le terre conquistate (tranne Strasburgo).
  4. GUERRA DI SUCCESSIONE SPAGNOLA --> dopo la morte senza eredi del re di Spagna Carlo II, sale al trono Filippo d’Angiò (Filippo V) nipote di Luigi XIV. Così, Luigi XIV divenne sempre più influente negli affari spagnoli, andando contro al testamento di Carlo II secondo cui le corone di Spagna e Francia non dovevano mai essere unite. Temendo un’alleanza tra Francia e Spagna, si formò una alleanza antifrancese formata da Austria, Inghilterra, Prussia e Olanda che dichiarò guerra a Francia e Spagna. Il conflitto di concluse con la PACE DI UTRECHT (1713) firmata da tutti i contendenti esclusa l’Austria, la quale fu però costretta a firmare la PACE DI RESTADT (1714).

I trattati di pace di Utrecht e Restadt avevano sancito il fallimento delle ambizioni di Luigi XIV di dominio sull’Europa. Filippo V venne riconosciuto re di Spagna ma fu costretto a rinunciare alla successione francese e quindi all’unione dei 2 regni. Filippo V dovette inoltre cedere agli Asburgo le Fiandre i quasi tutti i domini italiani (ducato di Milano, Sardegna, regno di Napoli e Stato dei Presidi), all’Inghilterra l’isola di Minorca e Gibilterra e ai Savoia la Sicilia e il Monferrato.

La Francia rinunciava a qualsiasi pretesa sulla Spagna e cedeva all’Inghilterra alcune colonie americane.

I 2 trattati avevano quindi privilegiato:

  • Austria: si sostituisce alla Spagna, ottenendo l’egemonia in Italia e in Europa;
  • Inghilterra: verso il predominio marittimo e coloniale; controllo dei traffici del Mediterraneo (Gibilterra).

Durante la guerra di successione spagnola avevano fatto il loro esordio 2 nuove famiglie reali:

  1. Gli HOHENZOLLERN à nel 1701 avevano ottenuto dall’imperatore l’elevazione a regno del ducato di Prussia;
  2. I SAVOIA --> avevano ricevuto il titolo regio con la Sicilia.

I 2 trattati segnarono la fine della dominazione spagnola in Italia e l’inizio di quella austriaca. Dopo la sconfitta della guerra di successione, la Spagna era infatti indebolita a livello economico e militare. Filippo V tentò di riconquistare le terre italiane e riuscì a prendere possesso della Sicilia. Questo scatenò la reazione delle grandi potenze (Inghilterra, Francia, Austria e Olanda), che crearono un’alleanza che sconfisse la Spagna. La successiva PACE DELL’AJA pose fine alle pretese spagnole in Italia e vide la scomparsa della Spagna come potenza internazionale.

L’Austria ottenne dalla Savoia la Sicilia in cambio della Sardegna.

[Luigi XIV morì a Versailles nel 1715, dopo 72 anni di regno. Salì al trono il suo pronipote Luigi XV (5 anni) in quanto nessuno dei suoi figli era sopravvissuto. Alla morte del re il popolo francese esultò, vedendola come una benedizione a causa del lungo periodo di guerre intraprese da Luigi XIV]

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