La cultura del 1600 e la rivoluzione scientifica

Nel 1600 (dopo la diffusione del metodo scientifico) cominciò a diffondersi una nuova cultura basata sulla ragione come unico strumento di conoscenza, indipendente dalla fede --> RAZIONALISMO: favorì lo sviluppo delle scienze della natura (non sottoposte a dogmi religiosi).

CARTESIO --> elaborò il pensiero filosofico - scientifico che permise la laicizzazione delle scienze. Parte dal presupposto che il mondo è pura materia, quindi misurabile matematicamente e geometricamente, e crea un metodo di ricerca della verità induttivo – sperimentale fondato su 4 regole:

1) l’evidenza;

2) l’analisi;

3) la sintesi;

4) la riprova.

Grazie a questo metodo (che si distacca dalla magia e dal misticismo) tutti i campi della scienza si sviluppano (soprattutto quello tecnico).

ISAAC NEWTON --> Propone l’interpretazione del mondo fisico come una macchina perfetta dove l’esperienza è la base per arrivare alla conoscenza delle cause di tutti i fenomeni.

 

Le muove teorie politiche:

Il metodo cartesiano portò ad una laicizzazione e razionalizzazione della cultura: si mise in discussione il concetto dell’origine divina del potere e si cominciò a cercare una teoria dello Stato in grado di creare e mantenere una società civile equilibrata, basata sull’uomo e sulle sue esigenze. Nacque il GIUSNATURALISMO --> L’uomo possiede fin dalla nascita alcuni “diritti naturali” che precedono le leggi dello Stato e gli altri diritti creati da esse. Per i giusnaturalisti lo Stato è un organo artificiale in quanto è creato dagli uomini al fine di salvaguardare i “diritti naturali” che altrimenti non verrebbero tutelati; per questo gli uomini hanno stabilito un “contratto sociale” al fine di poter convivere in ordine e armonia. Essi decidono quindi di rifiutare lo “stato di natura” dove ognuno si sente libero di agire liberamente ; attraverso questo contratto gli uomini danno allo Stato il compito di fare giustizia --> lo Stato non nasce per volontà divina o della natura ma come una libera convenzione umana codificata con un patto sociale.

Queste teorie furono elaborate per la prima volta da UGO GROZIO e vengono spinte fino a giustificare la creazione di uno Stato assoluto, come sostiene THOMAS HOBBES (anche se di solito i giusnaturalisti sono contrari all’assolutismo).

JOHN LOCKE è il massimo esponete del liberalismo e sostiene che i cittadini conservano i propri diritti naturali e il diritto di revocare il potere del sovrano nel caso ne faccia cattivo uso.

La concezione moderna dello Stato:

Queste nuove teorie portarono a compimento il processo di affermazione dello Stato (iniziato nel 1500). Si definì quella forma di struttura politica che vede una popolazione residente su un territorio delimitato da confini precisi, governata da un’autorità centrale unitaria, capace di emanare e far rispettare le leggi attraverso una burocrazia ma anche attraverso l’uso della forza (monopolio dello Stato). Lo Stato svolge quindi una serie di funzioni che gli permettono di controllare tutti gli ambiti della vita sociale.

Le funzioni che configurano la sovranità statale nel 1600 erano detenute dai monarchi assoluti (che le sottrassero agli altri centri di potere). Per esercitare il suo potere assoluto lo Stato trovò sostegno in 3 istituzioni:

  1. L’ESERCITO --> si creano eserciti statali permanenti, alle dipendenze del sovrano. Ci furono dei cambiamenti delle tecniche militari con l’introduzione delle armi da fuoco che determinarono la crescita dell’artiglieria e della fanteria a discapito della cavalleria. Vennero formate flotte destinate a proteggere i traffici marittimi.
  2. La BUROCRAZIA --> gerarchia di funzionari statali stipendiati, nominati e licenziati dal re con il compito di far rispettare le leggi e garantire una pacifica convivenza; formarono la “nobiltà di toga” (rivale della “nobiltà di spada”: aristocrazia).
  3. Il SISTEMA FISCALE --> per finanziare l’esercito e la burocrazia. Veniva tassata in modo regolare tutta la popolazione.

L’accentramento di queste funzioni divenne prerogativa dello Stato assoluto.

Fra gli intellettuali e i colti d’Europa si diffuse l’esigenza di una riflessione sulla necessità della tolleranza religiosa , arrivando al rifiuto di una fede e di una pratica morale che non fossero fondate sulla ragione.

BARUCH SPINOZA pose il problema della tolleranza al centro della sua riflessione: la religione non può stabilire la verità ultima delle cose. La fiducia nella capacità della ragione di arrivare alla verità fece nascere il rifiuto di qualsiasi pregiudizio e intolleranza verso le opinioni altrui.

Nei paesi molto cattolici la Controriforma stabilì un rigido controllo della cultura e della diffusione delle idee. Ci fu un controllo dei movimenti ereticali tramite il tribunale dell’inquisizione, la creazione dell’indice dei libri proibiti , un aumento della fastosità dei riti, uno sviluppo dell’arte barocca.

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