La rivoluzione americana

FORMAZIONE DI UN’IDENTITÀ NAZIONALE AUTONOMA:

Gli inglesi si erano stabiliti sulle coste dell’America del Nord dal 1500 e avevano occupato tutta la fascia compresa tra l’Oceano Atlantico e la catena dei monti Allegheny. Ai primi coloni se ne aggiunsero altri tra cui un centinaio di puritani chiamamati “PADRI PELLEGRINI”, costretti a fuggire dall’Inghilterra perchè perseguitai a causa della loro religione; essi sbarcarono selle coste del Massachussetts e fondarono la colonia di Plymouth (1621).

Nel corso di un secolo, si formarono lungo le coste atlantiche (sotto la sovranità inglese) TREDICI COLONIE la cui popolazione (in seguito ad una emigrazione non solo di inglesi ma anche di scozzesi, irlandesi, francesi e tedeschi) conobbe un notevole incremento (da 200.000 a 4 milioni); si questi abitanti però, 750.000 erano schiavi neri. Questa popolazione eterogenea (diversa per nazionalità, religione, usi e costumi) trovò un’identità comune: condivisione di esperienze nella lotta per la sopravvivenza, confronto con la natura selvaggia, entusiasmo di fondare un mondo nuovo libero dai condizionamenti d tradizioni, privilegi, distinzioni di classe. Nacque così una coscienza nazionale sempre pi autonoma dalla madrepatria.

L’Inghilterra rappresentava per le colonie un ostacolo alla loro crescita economica a causa d un atteggiamento troppo oppressivo: imposizione di pesanti restrizioni alla libertà di azione dei coloni --> i coloni non potevano avere rappresentanti in Parlamento (non potevano partecipare alla discussione delle leggi che li riguardavano); gli inglesi consideravano le colonie come un mercato di sfruttamento e volevano averne il monopolio: i coloni dovevano far arrivare i loro prodotti e materie prime solo sui mercati inglesi, con navi inglesi, al prezzo voluto dagli inglesi e potevano importare solo dalla madrepatria; era vietato ai coloni anche di intraprendere attività produttive in concorrenza con quelle inglesi (industria cotoniera, cantieri navali, lavorazione di ferro, machine,...).

Durante il 1700 si erano formate delle differenze tra le colonie settentrionali e colonie meridionali a causa delle diverse condizioni climatiche, ambientali, economiche e sociali:

  • COLONIE DEL NORD --> clima rigido; poche pianure estese (no economia di piantagione); sviluppo del commercio e dell’industria; società formata da mercanti, artigiani, piccoli industriali, uomini d’affari (attività bancarie e finanziarie); vita politica e intellettuale vivace intorno alle grandi città (New York, Boston, Filadelfia);
  • COLONIE DEL SUD --> clima favorevole; terreni fertili; agricoltura latifondista (economia di piantagione); società formata da agricoltori e dominata dall’aristocrazia terriera; presenza di schiavi neri nelle piantagioni.

SCONTRO TRA COLONIE E INGHILTERRA:

All’inizio le colonie non avevano contatti tra loro; con il tempo, la condizione di sfruttamento a cui erano sottoposte dalla madrepatria risultò insopportabile e le spinse a stringere dei legami di solidarietà che le avrebbero portate alla guerra d’indipendenza. I 2 elementi che portarono alla ribellione furono:

  1. Esiti poco soddisfacenti della guerra dei 7 anni --> (Inghilterra contro Francia) i coloni avevano partecipato attivamente appoggiando gli inglesi, con la speranza di ottenere in ambio un trattamento più equo dal governo inglese, maggiore libertà di commercio, la possibilità di stabilirsi nei territori eventualmente conquistati. In seguito alla pace di Parigi (1763) (assegna all’Inghilterra il Canada e la Louisiana) il governo si rifiutò di alleggerire le restrizioni che opprimevano le colonie e si oppose al trasferimento dei coloni nei territori conquistati;
  2. Imposizione di nuove tasse --> su alcuni generi di consumo che le colonie erano costrette a importare (carta, tè, piombo, vernici, manufatti,...); obbligo di pagare uno speciale bollo (tassa) sui giornali, fatture commerciali, documenti legali (ufficialmente per contribuire al pagamento delle spese di guerra ma in realtà per mantenere la flotta impiegata per combattere il contrabbando praticato dai coloni per sfuggire alle dogane applicate sui prodotti provenienti dall’Inghilterra).

[No taxation without representation]

Altre ragioni di contestazioni furono:

  • Tassazione imposta dagli inglesi per il mantenimento delle strutture amministrative e militari inglesi all’interno delle colonie;
  • Atteggiamento di intolleranza da parte dell’episcopato anglicano, contrario ad ogni altra confessione religiosa (difficile da accettare per gli immigrati francesi, tedeschi, olandesi e svedesi).

Molte cose dividevano americani e inglesi, i cui nteressi erano sempre più diversi e contrastanti. A questo si aggiunse anche l’atteggiamento antibritannico di alcune organizzazioni popolari: Figli della Libertà à vedevano come unica soluzione alla condizione dei coloni la conquista dell’indipendenza. C’erano però anche inglesi che appoggiavano gli americani: Thomas Paine --> sosteneva che era assurdo pensare che un continente potesse essere governato in eterno da un’isola.

Inoltre, nel 1773 fu emanato dal Parlamento inglese il TEA ACT --> concede alla Compagnia delle Indie orientali il monopolio del commercio del tè (danneggiando i commerci dei coloni americani). I coloni reagirono con varie proteste che culminarono con il BOSTON TEA PARTY à 50 Figli della Libertà travestiti da indiani (la notte del 16 dicembre 1773) assalirono 3 navi della Compagnia delle Indie orientali nel porto di Boston, gettandone in mare l’intero carico di tè. L’Inghilterra decise quindi di intervenire con la forza chiudendo al traffico il porto di Boston e eliminando ogni forma di autonomia amministrativa nel Massachusetts (inviando truppe al comando di un generale).

 

Nel 1774 il Parlamento inglese emanò il QUEBEC ACT --> riconosce come appartenenti al Canada le terre a Nord dell’Ohio (verso le quali da tempo tendevano a espandersi i coloni americani) = provocazione --> molti coloni sostennero la necessità di rompere ogni rapporto con l’Inghilterra.

Nel PRIMO CONGRESSO CONTINENTALE --> (Filadelfia – 1774) le colonie rinnovarono fedeltà al re d’Inghilterra Giorgio III ma chiesero il ripristino dell’autonomia amministrativa e l’allontanamento delle truppe riconfermando il boicottaggio delle merci provenienti dall’Inghilterra fino a quando non fossero stati ristabiliti i rapporti commerciali precendenti al Tea Act. Dai rappresentanti delle 13 colonie fu redatta la Dichiarazione dei diritti --> affermava che:

  • Gli uomini hanno inalienabile diritto alla vita, libertà, proprietà;
  • Il popolo ha diritto a partecipare all’elaborazione delle leggi (i coloni chiedevano di essere rappresentati in Parlamento).

Queste proposte dei coloni vennero respinte dal re d’Inghilterra Giorgio III (politica autoritaria) à guerra contro le colonie: GUERRA D’INDIPENDENZA.

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