La rivoluzione francese

LA CRISI DELL’ANTICO REGIME E LA PROTESTA DEL TERZO STATO:

Le idee illuministe avevano prodotto delle riforme in molti paesi europei, ma non in Francia (terra natale). Qui, le poche riforme effettuate erano troppo modeste e disorganiche rispetto a quelle richieste dalla borghesia --> malcontento, conflittualità, alimentati dai diversi interessi che contrapponevano i vari STATI:

  • PRIMO STATO --> clero;
  • SECONDO STATO --> nobiltà

Il primo e il secondo stato rappresentavano il 2 % della popolazione; possedevano la maggior parte del territorio nazionale e godevano di numerosi privilegi di natura fiscale e giudiziaria. Anche all’interno di questi 2 stati erano presenti delle disuguaglianze (nobiltà di spada/di toga, alto/basso clero).

  • TERZO STATO --> borghesia (intellettuali, professionisti, banchieri, industriali, commercianti) piccoli proprietari, contadini, operai. Rappresentano il 98 % della popolazione; sostengono il peso maggiore delle tasse, sono esclusi dalla vita politica e dal governo del paese.

 

Ad accentuare le contraddizioni contribuì la CRISI ECONOMICA che colpì l’Europa e soprattutto la Francia tra il 1786 e il 1789: cattive condizioni climatiche --> diminuzione dei prodotti agricoli --> carestie --> aumento dei prezzi --> maggiore miseria per gli strati più poveri della popolazione. Per i grandi proprietari terrieri e la ricca borghesia la crescita dei prezzi rappresentava un vantaggio economico mentre si rivelò disastrosa per i contadini, artigiani, operai, il cui reddito non aumentava in proporzione. Inoltre la crisi era sorta in un periodo di aumento demografico --> aumento del fabbisogno alimentare.

Nelle CAMPAGNE --> i contadini, non riuscendo a sostenere il peso delle tasse.abbandonano le campagne con la vana speranza di trovare occupazione in CITTÀ  --> (sovraffollate) crisi del settore manufattiero (a causa della concorrenza inglese); chiusura di molte fabbriche, proteste degli operai, malcontento --> si uniscono borghesi, operai e contadini (città + campagna): il Terzo stato contro la nobiltà e il clero.

 

Nel 1788: mancanza di prodotti agricoli --> aumenta il prezzo dei cereali e del pane --> maggiore miseria per gli strati più bassi.

Una responsabilità di questa crisi andava attribuita al re: LUIGI XVI = viveva nella reggia di Versailles, sperperando denaro (per mantenere la corte, l’esercito, la burocrazia), ma incassava meno di quanto spendeva (anche perché nobili e clero non pagavano le tasse). Inoltre la Francia aveva affrontato numerose guerre (sconfitte) che avevano provocato la perdita di alcune colonie (Canada e Louisiana) e avevano aggravato la crisi delle finanze pubbliche.

Visto l’aumento del debito pubblico, era necessario fare una riforma del sistema finanziario, che trattasse tutte le classi in proporzione alla ricchezza posseduta, abolendo i privilegi della nobiltà e del clero. Questo però non fu fatto fa Luigi XVI (mal consigliato dalla moglie Maria Antonietta, figlia dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa).

 

Inizialmente il re si mostrò disposto a procedere al risanamento del deficit: 3 ministri delle finanze (tra cui Jacques Necker) cercarono di tassare le classi privilegiate, incontrando la loro opposizione --> i nobili e il clero chiesero la convocazione degli STATI GENERALI (assemblea dei rappresentanti dei 3 stati).

Il re fu costretto a convocare gli Stati generali per il maggio del 1789.

I delegati del Terzo stato, alla prima riunione, presentarono i cahiers de doléances (“quaderni” redatti per la convocazione degli Stati Generali; contenevano le lamentele e le richieste degli Stati), i quali chiedevano uguaglianza fiscale e la fine dei privilegi feudali.

5 maggio 1789: apertura degli Stati generali nella reggia di Versailles (i rappresentanti erano stati eletti a marzo a suffragio universale maschile ristretto).

Ci furono i primi contrasti sulle procedure di voto:

- Nobili e clero --> votazione PER STATO (nobiltà e clero avrebbero vinto)

- Terzo stato --> votazione PER TESTA (avevano più deputati)

Il 17 giugno 1789 il Terzo stato si proclamò ASSEMBLEA NAZIONALE (con l’adesione del basso clero) = veri rappresentanti della Francia (98%)

20 giugno 1789 --> i rappresentanti del Terzo stato trovarono la sala delle riunioni chiusa (per ordine del re) e decisero di riunirsi in un’altra sala adibita al gioco della pallacorda; qui giurarono di non separarsi prima di avere dato alla Francia una costituzione ispirata ai principi della sovranità popolare (come quella inglese) = GIURAMENTO DELLA PALLACORDA (1° atto rivoluzionario).

 

La nobiltlà e l’alto clero convinsero il re a sciogliere con la forza l’Assemblea nazionale; ai rappresentanti del re rispose il conte Mirabeau (nobile che aveva deciso di farsi eleggere come rappresentante del Terzo stato) dicendo: “Noi siamo qui per volontà del popolo e non ce ne andremo che per la forza delle baionette”.

Il re si trovò quindi costretto (27 giugno) a ordinare ai rappresentanti della nobiltà e del clero di unirsi al Terzo stato e a riconoscere ufficialmente l’Assemblea nazionale come unico organo deliberante: 9 luglio 1789 l’Assemblea nazionale diventa ASSEMBLEA COSTITUZIONALE (si proponeva di dare una Costituzione al paese).

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