L'ascesa di Hitler

La crisi del 1929 si abbatte sulla Germania

La Germania era riuscita con Weimar a raggiungere una breve stabilità che però era molto precaria; nel 1929 quando ci fu il crollo di Wall Street e sulla Germania si abbatté la crisi economica. L’economia tedesca fu quella che soffrì di più per via di questo crollo. L’industrializzazione si stava fermando e i disoccupati crescevano e riprese i conflitti sindacali. E’ in questo momento che cominciò l’ascesa di Hitler.

Hitler e il Partito nazionalsocialista

Hitler nato in Austria nel 1889 si arruolò nella Prima guerra mondiale e risentì della sconfitta, dando la colpa ai socialdemocratici che avevano accettato il Trattato di Versailles. Nel 1920 a Monaco entrò a far parte del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, partito di estrema destra che si serviva di squadre militari (SA, Reparti d’assalto) per colpire i militanti della sinistra.

Il fallito colpo di stato del 1923

Riuscito a conquistare la guida del partito Hitler nel novembre 1923 tentò un colpo di stato che non riuscì e venne arrestato e condannato a 5 anni. Nei primi anni ottenne consensi modesti ma nel 1933 Hitler prendeva il potere e il partito contava un milione e mezzo di aderenti.

L’ideologia nazionalsocialista

L’ideologia hitleriana anche se in modo confuso riuscì a attirare la società che era lacerata dalle conseguenze della guerra. La denominazione Nazionalsocialista metteva insieme le due ideologie del tempo: il partito hitleriano in quanto nazionalista dava sfogo al risentimento per la sconfitta, predicava la revisione dei trattati, e di espandere il potere della Germania. Per il secondo aspetto Hitler predicava la nascita di un socialismo nuovo, antimarxista e basato sui valori della comunità del popolo tedesco e sul potere di uno stato forte che avrebbe portato giustizia e unità alla nazione.

Le radici dell’ideologia hitleriana

Molte cose erano già presenti prima della nascita del nazismo: la nazione aveva bisogno di “spazio vitale” per espandersi; lo spazio extraeuropeo era uno spazio colonizzabile dai popoli più forti. Nell’Europa imperialista era presente una visione social darwinista da cui derivava la giustificazione della violenza e l’esaltazione della lotta come segno di diritto dei popoli più forti.

Un “sogno” per una società in crisi

Hitler mandava avanti una propaganda di questi temi che era molto efficace in una società che attraversava una crisi materiale e spirituale. Offrì al popolo una prospettiva di cambiamento: il sogno di vedere la Germania rialzarsi più forte di prima e l’edificazione di una “comunità nazionale”. Questa propaganda fece presa su un elettorato che era giovanile, più maschile, più protestante, più diffuso nelle campagne e era di ceto medio quindi lavoratori e commercianti che temevano un nuova minaccia dall’inflazione e la disoccupazione.

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