Nietzsche

Il pensiero
Il pensiero di Nietzsche può essere diviso in varie fasi: – prima fase: in cui l'opera più importante è La nascita della tragedia dallo spirito della musica; – seconda fase: definita “fase neoilluminista”; – terza fase: in cui l'opera di riferimento è Così parlò Zarathustra.
• Prima fase
L'opera di riferimento è La nascita della tragedia dallo spirito della musica. Questa fase venne chiamata anche “periodo di Basilea” perché venne chiamato ad insegnare filologia nella sede di quella città, addirittura prima di aver dato la tesi di dottorato. In questa fase Nietzsche è un giovane facile all'entusiasmo che aveva lasciato alle spalle la famiglia, la quale lo aveva indirizzato agli studi teologici (suo padre era pastore). Egli amava il mondo classico e soprattutto greco, aveva conosciuto Schopenhauer e ne era stato influenzato, aveva conosciuto ed era stato contagiato da Wagner. Il testo nasce dall'unione di questi tre elementi della formazione nietzschana. Dato che conosciamo già due dei tre elementi di questa formazione, analizziamo anche il terzo: Wagner fu una rivoluzione nel mondo della musica, ma per capire bene cosa cambiò con la sua figura dobbiamo sapere come fosse strutturata l'opera italiana: il massimo rappresentante di questo tipo di fare musica fu Mozart; nell'opera italiana tutto sembra perfetto, simmetrico e finito. Wagner fece saltare in aria tutto ciò e propose l'etica della melodia infinita, riprendendo la teoria di Schopenhauer della musica come manifestazione della volontà di vivere. Nietzsche arrivò attraverso la conoscenza della musica di Wagner a dire che la tragedia greca era rinata nel musicista. Qual è il segno che per Nietzsche rappresenta il mondo greco? Per i neoclassici questo era il mondo dell'equilibrio, che costituiva l'immagine ellenistica del mondo greco. Se i fini degli uomini greci fossero stati la compostezza e la moderatezza non si dovrebbe leggere in Eschilo “Meglio sarebbe non essere mai nati”. Ciò è dimostrazione che alla base del mondo greco non vi era Apollo, ma Dioniso, proprio perché la vita era ritenuta un fluire di eventi senza senso in cui tutto poteva accadere. Dioniso rappresenta proprio il non senso dell'esistenza. Apollo nasce perché ad un certo punto i greci hanno voluto rappresentare il senso della loro esistenza, hanno voluto dare una forma che contenesse il dramma dell'esistenza. La tragedia nasce per rappresentarsi le proprie condizioni. In Eschilo e Sofocle vi era la manifestazione della subordinazione di Apollo a Dioniso, ma con Euripide avvenne una rottura, la trama si staccò, i personaggi divennero più statici, la psiche divenne mutevole e legata agli eventi, la dialettica assunse un'esistenza di per sé. Colui che portò a ciò fu Socrate, un uomo razionale per istinto, il quale entrò nella tragedia e la uccise, entrò nel mondo della Grecia classica e lo distrusse, così iniziò la decadenza dell'occidente. La Grecia con Socrate iniziò a pensare che al fondo del mondo non vi fosse il non senso, ma la razionalità. La Grecia iniziò così a dire con Platone, alla base del quale vi stava la visione socratica, che il vero mondo era quello dell'essere, non più quello della realtà sensibile. Nietzsche ritiene la triade filosofica classica non come l'apogeo della cultura greca, ma l'inizio della sua decadenza, il vero apogeo, per il filosofo, era invece Eraclito. In Nietzsche troviamo, proprio come Marx, una dietrologia e per questo verrà definito un “maestro del sospetto”: Cosa ci sta dietro la realtà? Secondo il filosofo dietro la realtà ci sta l'abisso, il non senso. L'influenza di Schopenhauer è qui evidente: vi è un fenomeno dietro al quale vi è un divenire senza senso. Mentre Schopenhauer vuole raggiungere la noluntas, Nietzsche vuole guardare in faccia la tragicità della vita, l'unica soddisfazione possibile è una rappresentazione tragica di tutto ciò attraverso la rinascita della tragedia in Wagner, l'arte dionisiaca, tragica, che dice la verità e non che la nasconde, questa è l'arte che deve essere riscoperta. L'unica esperienza per cui io esco dalla tragicità della vita è la tragedia, un'estetica che ci permette di vedere in faccia la realtà.
Sempre per descrivere la prima fase del pensiero del filosofo dobbiamo fare riferimento ad un'altra importante opera: Considerazioni inattuali. Queste considerazioni sono 4 e la più importante è la seconda: Sull'utilità e il danno della storiografia per la vita. Questa è la prima radicale critica alla visione della storia dello storicismo ottocentesco e una visione simile la possiamo trovare in Leopardi (studiato da Nietzsche). L'umanità occidentale ha ovunque rimembranze del passato che le ricordano cosa c'è stato prima di lei. Per

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