Nietzsche

volontà umana, sotto secoli di morale, è frenata, critica, piegata al Tu devi, quella dello ubermensch invece sa dire Io voglio senza alcun Io devo, non limita quindi la sua capacità espressiva. Questo è un tipo di volontà che difficilmente riusciamo a pensare proprio perché questa nuova umanità è diversa da noi. La volontà di potenza, a differenza di come era presentata nell'opera pubblicata dalla sorella, non è volontà di sopraffazione, Nietzsche non la presenta in questo modo, ma come piena espressione di sé. Questo discorso è chiarito dall'immagine della metamorfosi da cammello (l'animale che sopporta la fatica), al leone (l'animale distruttore, critico) al bambino (colui che vive l'esistenza in modo completamente ludico, un'attività fine a se stessa, prende il divenire e le cose così come sono, dà ad esse un senso che è quello del gioco, i bambini danzano con il divenire, ma bisogna tenere di conto che il gioco può essere anche crudele). Lo ubermensch  è rappresentato dal bambino, prende la terra per quella che è, egli è fedele alla terra, non pretende di distinguersi dal divenire della natura, ma nella sua insensatezza l'accetta per quella che è e in questo trova il suo spazio di libertà. Nietzsche tratta anche l'eterno ritorno dell'eguale, espressione dello stoicismo che affermava che il corso del mondo si ripeteva perennemente, si distruggeva e ricominciava da capo. Questa è l'idea più terribile che il filosofo ebbe. Nietzsche non intende attribuire a questa espressione un significato cosmologico, ma anche questa è una provocazione, vuole offrire una concezione del tempo diversa da quella lineare che si era affermata con il cristianesimo. Ogni momento per il cristianesimo è irripetibile, per Nietzsche questo è il tempo della morale, la quale ha senso solo in questa concezione lineare. “Eterno ritorno dell'eguale” significa che c'è sempre tempo e quindi la morale non ha senso, la concezione temporale dello ubermensch è ciclica, per cui non ci sono momenti decisivi, vive in modo rilassato, non percepisce alcun Tu devi, non ha una concezione di cambiamento. Questo è il pensiero più terribile perché si mette in discussione la struttura antropologica che rende possibile la morale.

Facebooktwitterpinterestlinkedin