Orazio

Orazio attua un’emulazione con il modello precedente nei propri componimenti, ma aggiunge lo studio della lingua:

  • Epodi: Callimaco, Archiloco e Ipponatte.
  • Satire: tradizione romana, originata in satira mista. Il richiamo a Lucilio è professato dallo stesso Orazio, che riconosce in lui il padre della satira romana, ma non riconosce nei suoi scritti alcuna forma di eleganza nella scrittura.
  • Odi: lirici greci (nell’incipit prende i versi Alceo).
  • Epistolae: epistolario ciceroniano (unisce il pubblico al privato, utilizzando un tono colloquiale). Fa metaletteratura in poesia.

La Medietas garantisce il possesso dei veri valori. A ciò è collegato il tema del tempo, trattato secondo una riflessione epicurea: dopo la morte c’è la disgregazioni degli atomi, dunque dobbiamo vivere “l’oggi”, il presente. Non potendoci affidare a vane speranze, l’hic et nunc ci riserva la vera felicità. (Carpe diem)

Il vero sapere, la vera ricchezza è sapere che possiamo avere un oggetto materiale, ma se lo perdiamo, se rimaniamo senza, non succede niente. Questo è il sapere che ci permetto il dominio del reale. Dobbiamo dominare tutto ciò che ci circonda.

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