Popper

Vita (1902-1994)

La vita

Karl Raimund Popper nacque a Vienna nel 1902, dove studiò filosofia, matematica e fisica. Nel 1928 si laureò in filosofia. Nel 1929 ottenne l'abilitazione all'insegnamento della matematica e della fisica. Nel 1934 pubblicò in tedesco la sua opera fondamentale La logica della ricerca edita successivamente in inglese con il più noto titolo di La logica della scoperta scientifica. Con l'avvento del nazismo si traferì in Nuova Zelanda, dove scrisse La miseria dello storicismo e La società aperta e i suoi nemici (pone qui Platone all'origine di ogni male). Alla fine della guerra si stabilì a Londra dove insegnò presso la “London School of Economics”. Tra le opere successive ricordiamo: Congetture e confutazioni, La ricerca non ha fine e L'Io e il suo cervello (sul problema mente-corpo). Morì a Londra nel 1994.

Popper e Einstein: il principio di falsificazione

Le teorie di Einstein per Popper sono un esempio di scientificità, quelle di Marx e della psicanalisi no, sono un esempio di pseudoscienze.

Perché Einstein diventa il punto di partenza della riflessione sulla scienza di Popper?

Perché egli formula una teoria la cui verificabilità è difficile, una teoria problematica. La teoria della relatività è contro il senso comune e contro quello scientifico newtoniano tradizionale.

Facciamo due esempi, uno per quanto riguarda le teorie scientifiche e l'altro per quanto riguarda il senso comune:

  1. Secondo la teoria newtoniana per calcolare la velocità di un corpo in movimento i devono sommare le due velocità, per quanto riguardo la teoria della relatività ristretta invece questa legge non vale per la velocità della luce.
  2. Secondo il senso comune i raggi della luce ci arrivano perpendicolari, nella teoria della relatività generale invece la geometria dello spazio, essendo influenzata dalla gravità, è una geometria non euclidea quindi tale cosa non si può verificare.

Se formulo delle proibizioni formulo anche situazioni in cui la teoria può affondare. Ciò che la teoria scientifica proibisce nel senso comune quindi è un falsificatore universale. Le vere teorie sono quelle che mostrano delle congetture che possono essere confutate, la teoria della relatività infatti è scientifica perché mostra dove può essere demolita, ci mostra dove può cadere. Una teoria scientifica è vera non se viene verificata, ma se un falsificatore la può mettere in discussione. La psicanalisi e il marxismo non sono teorie scientifiche allora perché hanno sempre ragione, così come l'astrologia, dice Popper, esse sono sempre vere.

Il principio di verificazione è quindi utile per demarcare la scienza dalla non-scienza, ma il criterio di demarcazione è il principio di falsificazione. Il controllo empirico non ha senso nei termini di confermare una teoria, ma per cercare un non funzionamento di essa.

Come nascono allora le teorie scientifiche?

 

Secondo i neopositivisti si doveva osservare un fenomeno, indurne una legge, generalizzarla e verificarla. Popper dice che se guardiamo la storia della scienza ciò non è vero: la teoria scientifica nasce come azzardo quando la vecchia teoria sembra non funzionare più.

 

La loro base empirica quindi in cosa consiste?

 

Una teoria nasce nella testa dello scienziato e dall'alto viene calata sulla realtà come su palafitte (immagine direttamente fornita da Popper), la stabilità è momentanea. Lo scienziato formula la sua teoria ed espone le basi empiriche che mettono la teoria in difficoltà. La teoria quindi non nasce induttivamente, ma da dati empirici. La scienza tutta è su palafitte, instabile, ma proprio per questo è scienza. Le teorie finché non vengono messe alla prova non sono teorie scientifiche, ma filosofiche o metafisiche.

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