Ricerca dei fosfati

I fosfati (talvolta chiamati ortofosfati) sono i sali inorganici derivanti dall'acido ortofosforico, H3PO4.

acido ortofosforicoione fosfato

I fosfati vengono ricercati a partire dalla soluzione alcalina (Na2CO3)

Acidificazione preliminare

Come sempre la soluzione alcalina deve essere acidificata per eliminare lo ione carbonato (CO32-), che potrebbe inferferire con i successivi saggi per la ricerca specifica degli anioni. Nel caso dell'anione fosfato, l'acidificazione viene effettuata con acido nitrico, HNO. A differenza del caso degli ossalati, anioni organici, la ricerca dell'anione fosfato non ha problemi correlati alla forza acida o al potere ossidante dell'acido nitrico.

L'anione nitrato (NO3-) non da interferenze nei saggi successivi, anche perchè forma quasi esclusivamente sali molto solubili.

Inoltre l'acido nitrico sarà funzionale anche al saggio da eseguire successivamente.

Saggio di ricerca dei fosfati 

I fosfati si ricercano usando il reattivo molibdico (Molibdato di ammonio → (NH4)2MoO4) incolore. Ecco la reazione che avviene in presenza di fosfati.

fosfomolibdato

Ecco che ci viene in aiuto l'acido nitrico usato per acidificare la soluzione alcalina. Questa reazione richiede, come si vede dalla stechiometria, un'ambiente decisamente acido. Ecco uno dei motivi per cui non sarebbe stato intelligente, per rimuovere CO32-  ,usare acido acetico.

Nella pratica, all'aliquota di soluzione in cui stiamo cercando i fosfati si aggiungono alcune gocce di reattivo molibdico. La formazione del precipitato non è necessariamente istantanea, anzi, può richiedere un po di tempo sbacchettando e sfregando le pareti di vetro della provetta da saggio a bagnomaria non bollente (40-50°)

E' possibile che dopo l'aggiunta di reattivo molibdico e riscaldamento, non si ottenga un precipitato giallo di fosfomolibdato di ammonio bensì un precipitato bianco. Si tratta di anidride molibdica MoO3.

La formazione di anidride molibdica è una reazione di decomposizione termica. Proprio per questo motivo il bagnomaria deve essere mantenuto a temperature moderate.

anidride molibdica

Se otteniamo un precipitato bianco di anidride molibdica si ripete l'analisi, aggiungendo una minore quantità di acido nitrico ed una maggiore quantità di reattivo molibdico, controllando particolarmente bene la temperatura.

Saggi di conferma

Come facciamo ad essere sicuri che quello che abbiamo davanti a noi sia effettivamente fosfomolibdato ammonico?

Il saggio più comune di conferma è la reazione con cloruro stannoso (SnCl2), un forte agente riducente. Per riduzione del fosfomolibdato di ammonio con cloruro stannoso si ottiene un composto chiamato blu di molibdeno. Questi è un composto la cui struttura non è ben nota, ma rappresenta comunque un esito positivo nel caso della ricerca del fosfomolibdato ammonico.

Ioni interferenti

Il principale ione interferente nella ricerda dei fosfati è sicuramente lo ione arseniato ( As (V) ), che guarda caso si ricerca al II gruppo proprio utilizzando il reattivo molibdico ((NH4)2MoO4). In presenza di reattivo molibdico l'arseniato precipita come molibdoarseniato ammonico, di colore giallo, quindi fuorviante nella ricerca dell'anione fosfato.

molibdoarseniato di ammonio

La formazione del molibdoarseniato di ammonio richiede temperature alte (al II gruppo si ricerca infatti con bagnomaria bollente).

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