Vancomicina e teicoplanina

Descrizione

Vancomicina e Teicoplanina sono antibiotici naturali che appartengono alla classe chimica dei glicopeptidi. Si tratta di una classe clinica estremamente utile di antibatterici, usati in particolar modo come ultima linea contro infezioni non risolvibili con altri antibiotici.

La vancomicina viene prodotta da Streptomyces Orientalis, mentre la teicoplanina viene prodotta da Actinoplanes teichomyetius.

Entrambe le molecole hanno una struttura complessa: presentano una porzione peptidica caratterizzata da aminoacidi misti, sia della serie L che della serie D (non presente nell'uomo, utile importante quindi ai fini della selettività) , residui aromatici clorurati e collegati da ponti eterei.

Si tratta di strutture complesse a tal punto che una loro sintesi chimica totale risulta ovviamente non praticabile.

Farmacocinetica, tossicità e uso clinico 

Considerato il loro peso molecolare elevato queste molecole non possono essere somministrate per via orale per trattare infezioni sistemiche, considerato che non possono venire assorbite a livello intestinale. Possono però essere somministrate per proprio per OS al fine di trattare infezioni del tratto gastrointestinale (proprio perché non vengono assorbite), come ad esempio infezioni causate da Clostridium Difficile. In alternativa e più comunemente si pratica somministrazione endovenosa lenta (Vancomicina) o intramuscolare (Teicoplanina) sopratutto per intervenire su infezioni provocate da cocchi gram positivi resistenti alla meticillina (MRSA).

La Vancomicina è diventata estremamente popolare proprio nel momento in cui, a livello clinico, il trattamento con meticillina (antibiotico β -lattamico) è diventato inefficace. Lo sviluppo di resistenza nei confronti della Vancomicina non è altrettanto rapido, anche se sono rapidamente comparsi anche ceppi VRSA (staffilococchi resistenti alla vancomicina).

Emivita (Vancomicina) → 6h    Legame a proteine plasmatiche → 30%  Somministrazione ogni 12h

Emivita (Teicoplanina) → 40h  Legame a proteine plasmatiche → 95%  Somministrazione ogni 24h

Vengono entrambe eliminate prevalentemente per via urinaria.

Effetti collaterali più frequenti: Flebiti (dolore e infiammazione a livello del sito di iniezione), ototossicità, nefrotossicità.

Farmacodinamica (meccanismo di azione)

Gli antibiotici glicopeptidici agiscono sulla biosintesi della parete cellulare, ma differentemente da fosfomicina, cicloserina e antibiotici β- lattamici. Espletano la loro azione antibatterica tramite la formazione di legami secondari (non covalenti) con il frammento acil D-alanina D-alanina. Come abbiamo già detto si tratta di molecole ad alto PM, molto grandi ed ingombranti stericamente. Ne risulta che l'associazione a questo frammento all'esterno della membrana cellulare del batterio impedisce la transglicosilazione (unione di due monomeri NAG-NAM-pentapeptide, ovvero i building block del peptidoglicano) e la transpeptidazione, ovvero la formazione di legami crociati tra le catenelle peptidiche di due monomeri NAG-NAM-pentapeptide. La sintesi della parete cellulare viene quindi arrestata.

L'effetto complessivo risultante è un' azione BATTERICIDA. Lo spettro comprende batteri  Gram+ aerobi, anaerobi. Non penetrano (a causa delle dimensioni) la membrana cellulare esterna dei batteri Gram -.

 

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